Una parte del “tesoro” dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo, per un valore di circa 150 milioni di euro, è stato posto sotto sequestro dai poliziotti della sezione misure di prevenzione della questura di Palermo su disposizione dei giudici del Tribunale di Palermo su richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano Guardì.
L'operazione, denominata “Secrets business”, ha posto sotto sequestro beni riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni, arrestato due anni fa per mafia e ritenuto dagli investigatori prestanome dei due capimafia. Sotto sequestro, fra gli altri beni, anche centinaia di immobili, numerose villette a San Vito Lo Capo, una delle più località balneari della Sicilia, in provincia di Trapani. Sequestrata anche una cava di materiale inerte tra Carini e Montelepre.
Il patrimonio immobiliare sequestrato supera i 114 milioni di euro, posti sotto sequestro anche 21 fra autocarri ed autoveicoli per un valore di oltre 2 milioni, 5 società per un valore di 30 milioni e 200mila euro e 27 fra conti correnti, libretti di deposito e buoni per un valore di un milione e mezzo di euro.
«Sequestrare i beni dei boss mafiosi – ha commentato il vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia, il deputato del Pd Giuseppe Lumia – è la via maestra per colpire al cuore Cosa nostra, anche da punto di vista simbolico. Per questo l'operazione di oggi è estremamente importante e rappresenta un duro colpo alla mafia e alla zona grigia che le permette di riciclare i capitali di provenienza illecita».
Pubblicato il: 21.02.08
Modificato il: 21.02.08 alle ore 18.19
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